WET LAB .

La pratica con il WETLAB rende perfetti !

Quasi la metà dei casi di cecità nel mondo è da attribuire alla cataratta, che di conseguenza è la chirurgia oftalmica più comune.

Tuttavia la chirurgia oculare richiede estrema precisione, meticolosità e una coordinazione occhio-mano avanzata, oltre a fini capacità motorie da parte del chirurgo.
Il training necessita di tempo e notevoli risorse e non sempre questo è possibile durante gli anni della specialità.
L’acquisizione delle capacità chirurgiche richiede una pratica lunga e sotto supervisione, e tuttavia la delicata natura dei tessuti oculari ha una tolleranza bassissima agli errori.
La microchirurgia oculare viene eseguita da un solo chirurgo e c’è poco spazio per un assistente. Il risultato è una esperienza insufficiente per i giovani oculisti, che si traduce in un tasso elevato di complicanze.
Numerosi studi riportano un aumento delle performance chirurgiche dopo l’uso di simulatori e WetLab , che posso ridurre la curva di apprendimento, i tempi chirurgici , la morbidità e la iatrogenicità da parte degli specializzandi/chirurghi  in training.

Praticare la chirurgia della cataratta nei WetLab pone diverse sfide: la prima e più importante è  trovare un sostituto dell’occhio umano con: 

1) similarità anatomiche
2) comportamento tissutale realistico 
3) chiara visione attraverso la cornea e la camera anteriore 
4) costo ragionevole.

Non esiste un sistema perfetto, ma esistono 5 opzioni.

– Gli occhi umani da cadaveri sono l’ideale  per dimensioni e tessuti , tuttavia il costo e la reperibilità nei paesi industrializzati ne proibisce la pratica. La visibilità attraverso la cornea può essere problematica e spesso i cadaveri sono già pseudofachici .
– Gli occhi di maiale costano poco (3-5 euro) ma devono essere freschi altrimenti la cornea diventa opaca. Inoltre hanno dimensioni più grandi di quelli umani  e la capsula è estremamente elastica ed è molto difficile completare la ressi a meno che gli occhi non vengano pre-trattati .
– Nei conigli la capsula e le dimensioni dell’occhio sono più simili a quelle umane, tuttavia  il cristallino occupa una porzione enorme del segmento anteriore  e la sua prossimità alla cornea rende le manovre in camera anteriore più difficoltose.
– Un’altra opzione è la pratica su animali vivi che però ha un costo elevato sia dal punto di vista finanziario che etico.
– Infine esiste la pratica su simulatori o occhi bionici: i nostri occhi saranno questi

 

Il modello è composto da una cornea, un iride flessibile (con pupilla da 5 o 8 mm) e da un cristallino.

OBIETTIVI GENERALI DI APPRENDIMENTO DEL CORSO

  • Ridurre gli errori durante la chirurgia e permettere agli allievi di eseguire con più sicurezza gli interventi di cataratta.
  • Aumentare la capacità di muoversi sotto un microscopio operatorio.
  • Guadagnare esperienza in tutte le fasi della facoemulsificazione
  • Eseguire una capsulo ressi curvilinea delle dimensioni appropriate
  • Identificare la strumentazione chirurgica e il suo uso nella chirurgia della cataratta
  • Apprendere le differenze di design delle iol
  • Capire i principi generali di utilizzo dei macchinari usati nella facoemulsificazione

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO DEL CORSO

  • Creare incisioni corneali della corretta lunghezza e forma
  • Capire le differenze di uso e le proprietà specifiche dei differenti viscoelastici
  • L’uso dei viscoelastici nella capsuloressi e prima dell’impianto della iol
  • L’uso delle cannule di irrigazione/aspirazione
  • Capire i principi dell’idrodissezione e dell’idrodelineazione
  • Completare dei solchi di adeguata lunghezza e profondità
  • Eseguire il cracking del nucleo
  • Rimuovere i quadranti sul piano irideo
  • Rimuovere corteccia ed epinucleo
  • Inserire la lente

POSTAZIONE CHIRURGICA

Il corso si eseguirà su una postazione dotata di microscopio LEICA PROVEO 8 e di un CENTURION  ALCON. Due chirurghi avranno a disposizione 2 ore sotto la supervisione di un chirurgo della cataratta esperto.

CONCLUSIONI

I  wet lab mimano le condizioni della vita-reale e l’università della British Columbia ha pubblicato uno studio secondo cui la simulazione su occhi animali porta ad un aumento significativo delle capacità chirurgiche, già nel 1999.
“Qayumi AK, Cheifetz RE, Forward AD, Baird RM, Litherland HK, Koetting SE. Teaching and evaluation of basic surgical techniques: the University of British Columbia experience. J Invest Surg 1999;12:341–50.”

Kirby, nel 1983 evidenziò l’utilità  dei wet lab per corsi di tecnica chirurgica di base come forma di training in oculistica, attivati per la prima volta nel 1966.
“Kirby T. A course in surgical technique for residents in ophthalmology. Trans Am Ophthalmol Soc 1983;81:333.”

Il nostro corso non è diretto solamente agli specializzandi ma anche a oculisti piu esperti  allo scopo di raffinare la tecnica chirurgica e di testare nuove idee.